Riflessioni sul corpo: com'è nato il corso "Obiettivo benessere: dimagrire creativamente"

Anni di danza, di yoga, di antiginnastica mi permettono di capire, oggi, quanto il corpo rispecchi l’anima e l’anima, il corpo. Non posso buttarmi in una ricerca d’anima senza una ricerca corporea.

Il corpo è il libro su cui l’anima scrive i suoi tormenti e le sue vittorie. Se in una danza non lascio andare le gambe, è qualcosa dentro di me, legato al primo o al secondo chakra, che non lascio andare, è una libertà sul mio corpo che non mi prendo, la libertà di lasciare andare le gambe riporta a lasciare altro, di meno visibile. Ascoltando, rilassando, respirando posso comprendere ciò che mi vogliono comunicare le gambe rigide e posso lavorarci, per liberare loro e la mia sfumatura d’anima. Confido che “il corpo decide la scelta giusta al momento giusto[1]”.

Raffaella Rossellini, danzatrice, attrice e ricercatrice scrive:  Ho presenza quando il corpo pensa, tutto il corpo anche la testa, non posso dire mentre danzo: <<io e il mio corpo>> o <<io e la mia mente>>, come se uno dei due fosse esterno ed estraneo a me. Sono il mio corpo e la mia testa, insieme, appassionatamente e simultaneamente”[2]

Decido di inserire il “counseling corporeo” nel ciclo di incontri “Obiettivo benessere: dimagrire creativamente”, quattro laboratori progettati in collaborazione con una nutrizionista. Incontro persone che desiderano perdere peso e scoprire o riscoprire una relazione armoniosa con il cibo. “Tendiamo a pensare il corpo come quello dell’altro che va avanti senza di noi, e se lo trattiamo bene ci fa sentire bene. Molte persone trattano il loro corpo come se fosse quello di uno schiavo, lo trattano anche bene; ma gli chiedono di assecondare i loro desideri e i loro capricci come se fosse comunque al loro servizio”[3]. Inserisco così nel programma una parte sulla respirazione, l’ascolto dei mantra,  delle attività di danza creativa, le invito ad abbracciarsi e a ringraziarsi. Il mio obiettivo è aiutarle a riappropriarsi dell’ intelligenza del loro corpo, lasciarlo andare, seguendo il ritmo interiore e la sua musica.

“Taluni dicono che l’anima informa il corpo. E se immaginassimo per un istante che è il corpo a informare l’anima, ad aiutarla ad adattarsi alla vita quotidiana, ad analizzare, tradurre, fornire la pagina bianca, l’inchiostro e la penna con cui l’anima può scrivere della nostra vita? Supponiamo che il corpo sia un dio, un maestro, un mentore, una guida autorizzata: e allora? E’ saggio passare la vita a  castigare questo maestro che tanto ha da darci e da insegnarci? Vogliamo forse passare la vita lasciando che altri giudichino e mortifichino il nostro corpo? Siamo forti abbastanza da confutarli e ascoltare il nostro corpo in quanto essere potente e sacro? Il concetto di corpo in quanto scultura, proprio della nostra cultura è sbagliato. Il corpo non è un marmo. Non è questo il suo fine, che è piuttosto di proteggere, contenere, sostenere e infiammare lo spirito e l’anima che alberga, di essere un deposito per la memoria, di colmarci di sentimenti, cioè del supremo nutrimento psichico. E’ un grave errore pensarlo come un luogo da abbondare per elevarsi verso lo spirito. Senza il corpo non ci sarebbero le sensazioni. Non sarebbe possibile varcare una soglia, né elevarsi, né essere senza peso. E’ il corpo il dispositivo di lancio del missile dal quale l’anima osserva la misteriosa notte stellata e ne resta abbagliata".



[1] Raffaella Rossellini, “La liquidazione del corpo”, Sonda Edizioni, p.98

[2] Idem come sopra, p.99

[3] Clarissa Pinkola Estes, “Donne che corrono con i lupi”, p206

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