Lo spirito della mediazione
Lo spirito della mediazione
La violenza è il risultato della sofferenza. Le persone hanno bisogno di gridare la loro sofferenza. La nostra società propone una disumanizzazione. La mediazione è un mezzo per acquisire conoscenza di se stesso e di una nuova relazione con gli altri. E’ un linguaggio del cuore, è una necessità per entrare in contatto con gli altri. Non è il linguaggio della mente. E’ intuizione. La mediazione è l’incontro con il conflitto, con la sofferenza, con la separazione. Se vogliamo vivere in questa società con dignità dobbiamo lottare con la mediazione. L’aspirazione è la pace. La mediazione dà l’opportunità di entrare nel conflitto, in realtà il conflitto con gli altri è un conflitto con se stessi. Parliamo di mediazione umanistica. E’ un modo per incontrare se stessi e per incontrare l’altro. E’ un’ apertura al cambiamento e a una nuova forma di relazione. E’ trasformazione. La mediazione è uno spazio per il grido, uno spazio per far uscire la sofferenza, per dare la possibilità all’emozione di gridare. La giustizia riceve la denuncia, la mediazione lascia spazio al lamento. E’ un dare la parola, non è un’ analisi, è l’accompagnamento al grido. E’ il grido dell’eternità della sofferenza, la speranza di trovare la pace. Emerge il bisogno della bellezza, della verità, della libertà, della giustizia. Io ho bisogno di verità, il mediatore dà spazio alla verità. Anche l’altro cerca la libertà, la giustizia, ciascuno cerca un ponte.
Appunti da discorso di Jacqueline Morineau al convegno internazionale sulla mediazione, Pescara 2006